L'origine del CD risale al
1979, quando fu inventato, congiuntamente,
dalle aziende Sony e Philips.
La
genesi del CD è dovuta alla ricerca,
da parte del mondo della telefonia, di un
sistema efficiente di moltiplicazione per
le informazioni, attraverso la numerizzazione
e semplificazione dei segnali.
L'applicazione
congiunta del sistema numerico binario al
suono e del laser diede vita al compact disc.
Fu
il 17 agosto 1982 che il primo CD
per l'utilizzo commerciale venne prodotto
in una fabbrica della Philips ad Hannover
in Germania.
Il
primo CD musicale ad essere
messo in commercio fu The Visitors del gruppo
svedese degli ABBA[1] (curiosamente il loro
ultimo album prodotto in studio).
Struttura fisica
I CD hanno una struttura
paragonabile a quella dei normali dischi musicali:
i dati sono ordinati lungo un'unica traccia
a forma di spirale, un'organizzazione quindi
molto diversa da quella dei dischi magnetici
(hard disk e floppy disk). La spirale parte
al centro (contrariamente ai dischi in vinile)
e procede verso l'esterno, permettendo così
di avere CD più piccoli dello standard
(per esempio i mini-CD o i CD a forma di carta
di credito).
La
struttura a spirale del CD-ROM
è tale da massimizzare le prestazioni
per l'accesso sequenziale a scapito dell'accesso
diretto.
Una
caratteristica dei CD audio
è data dalla velocità di lettura
costante (CLV - Constant Linear Velocity).
Il principio stabilisce che il laser deve
leggere i dati a velocità uniforme,
sia che si tratti della parte esterna sia
quella interna del disco. Questo si ottiene
variando la velocità di rotazione del
disco, che passa da 500 giri al minuto al
centro a 200 giri al minuto all'esterno. I
CD dati invece possono essere letti tranquillamente
anche a velocità variabile. Per ottenere
prestazioni di lettura elevate il disco viene
pertanto fatto girare a velocità costanti
ed elevate (in modalità CAV - Constant
Angular Velocity), pur se questo comporta
un po' di rumore.