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Riversamento
Nastro Geloso su CD
Bobine Audio su CD
oppure
MP3 |
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Listino
Prezzi per trasferimento su CD-audio o MP3 |
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Nastro Geloso /Bobine Audio |
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1 fino 80* minuti su CD Audio |
€ 15,00 |
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ogni 60 minuti o frazione aggiuntiva |
€
6,00 |
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*durata della registrazione
prezzi a
bobina iva esclusa |
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Tariffe
di Ritiro e Consegna in Tutta Italia |
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Spese di spedizione
per spesa fino a € 99,00 (iva esclusa)
€ 20,00
+ pagamento
in contrassegno € 5,00
Totale €25,00
gratuita per spesa
superiore a € 100,00 (iva esclusa)
+ pagamento
in contrassegno € 5,00
Totale €5,00
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I
Servizi di ItaliaFoto |
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sono
offerti comodamente a casa vostra
in questo modo:
1.
Compilate la richiesta di preventivo
on-line, senza impegno, per
sapere il costo del riversamento di bobine o
nastro Geloso, oppure contattateci.

2.
Confezionare il pacco da spedirci utilizzando
una scatola resistente affinché il vostro
materiale sia ben protetto.
Rimuovere eventuali etichette o altri contrassegni
di vecchie spedizioni dal pacco e indicare in
modo leggibile i dati del mittente e del destinatario:
Italiafoto
Via dell’Alloro 201
Roma (RM) 00172
3.
Compilate la richiesta
di ritiro a domicilio oppure
contattateci.

4.
Il nostro servizio di corriere (SDA) ritirerà
il pacco con le bobine
all'indirizzo da voi fornito.
Il ritiro sarà a nostro carico per tanto
non pagherete nulla al momento del ritiro.
5.
Una volta completato il riversamento,
la contatteremo per informarla sulla data della
riconsegna e l’importo da pagare direttamente
al corriere in contrassegno.
Importante:
Il materiale originale ritirato viene sempre
restituito.
Per qualsiasi chiarimento o particolari
lavorazioni contattateci via e-mail: info@italiafoto.it

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Registratori a nastro (magnetofoni) |
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Magnetofono Geloso
G680
Magnetofono realizzato interamente allo stato
solido,il primo tentativo di realizzazione di un registratore
completamente a transistori dalla Magnetofoni
Castelli- Geloso, dopo decenni di tecnologia
valvolare prodotto intorno agli anni 70'. |
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Ultimo modello progettato con i tasto colorati
laterali per il controllo del nastro, in seguito
questi comandi saranno tasti cromati disposti
frontalmente. Il piccolo
strumentino a lancetta era utilizzato come
indicatore in fase di registrazione, per evitare di
saturare il nastro con segnali troppo amplificati.
In altro, tra le bobine, si nota il selettore di
velocità di scorrimento del nastro, a tre
posizioni, con il quale era possibile selezionare la
velocità e di conseguenza scegliere se avere molta
durata e poca fedeltà di riproduzione o viceversa. |
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La Geloso |
La Geloso
è una compagnia, fondata nel 1931 da John Geloso,
produttrice di radio, televisori, amplificatori,
ricevitori amatoriali, apparecchi audio e
componentistica elettronica che aveva sede a Milano,
in viale Brenta 29.
Nel 1931 iniziò a produrre non solo radioricevitori
ma anche, per scelta di John Geloso stesso, gran
parte dei componenti elettronici con cui questi
erano costruiti, e nel tempo sviluppandone e
brevettandone anche molti altri.
Dopo la seconda guerra mondiale, la
Geloso si
espanse ed ampliò la sua produzione divenendo dal
1950 in poi un vero e proprio punto di riferimento
dell'industria nazionale e degli appassionati e
hobbysti di elettronica.
I tanti prodotti con il marchio Geloso erano
conosciuti in tutta Italia e molto apprezzati anche
all'estero. Si trattava di prodotti innovativi, di
ottima qualità, ben realizzati e dal prezzo
contenuto. La produzione imponente spaziava dai
radioricevitori, amplificatori, registratori a
nastro, televisori, scatole di montaggio,
strumentistica professionale da laboratorio ecc, ma
anche componenti come condensatori, resistenze,
potenziometri, deviatori, connettori, trasformatori,
microfoni, ecc..
Geloso era considerato un valido uomo d'affari, ma
voleva anche fortemente condividere la sua passione
per l'elettronica. Creò nel 1932 Il Bollettino
Tecnico GELOSO, una pubblicazione trimestrale
gratuita che non solo conteneva tutto il necessario
per la riparazione e la messa a punto delle sue
apparecchiature, ma anche e soprattutto,
aggiornamenti, consigli, istruzioni,
caratteristiche, schemi e tutto ciò che i tecnici e
gli appassionati dell'epoca dovevano conoscere.
Erano anni quelli, in cui non c'erano centri di
formazione e le scuole di elettronica erano
rarissime.
Questi bollettini hanno avuto perciò il merito di
diffondere, in modo semplice e chiaro, la conoscenza
a persone che altrimenti non avrebbero avuto nessun
modo di imparare ed evolvere la loro passione.
I kit
di montaggio
Un altro importante contributo della Geloso sono
stati i kit di montaggio. Il kit permetteva di
costruire un televisore o un radioricevitore,
praticamente da zero. Si cominciava con dei telai di
metallo su cui si installavano i componenti. Altri
kit pre-montati e tarati concludevano e facilitavano
l'opera.
Poi, grazie alle istruzioni dei bollettini, si
passava alla taratura dell'insieme. Infine era
disponibile anche il mobile, di legno naturalmente,
le manopole, i tasti ecc., tutto marca Geloso.
La fine
Alla morte, nel 1969, di John Geloso la Geloso era
diventata un impero di otto stabilimenti di
produzione con una capillare ed efficiente catena di
vendita. La Geloso S.p.a. continuò la produzione
fino al 1972 anno in cui chiuse definitivamente.
Le ragioni della chiusura erano molte,
principalmente legate alla concorrenza estera più
agguerrita, a problemi di incapacità nella
conduzione aziendale, problemi riconducibili ai
movimenti interni sindacali, molto forti a quel
tempo, ma soprattutto alla pesante esposizione
bancaria della fabbrica. Emblematica la definizione
di "Neo da estirpare" data da Vittorio Valletta
(persona notoriamente legata a Mediobanca) del
settore elettronico della Olivetti[1].
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Bobina audio aperta |
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I
primi sistemi di registrazione a bobina aperta
utilizzavano un filo metallico come supporto,
supporto molto robusto ma che presenta problemi di
scarsa qualità dell'audio, necessità di una forte
corrente di registrazione e problematiche relative
al montaggio fisico, oltre al fatto che il filo può
incepparsi o spezzarsi. L'invenzione dell'acetato di
cellulosa permise di realizzare un nastro di
plastica ricoperto da ossido di ferro, risolvendo
questi problemi e aprendo la strada all'utilizzo in
studio. Il filo metallico fu usato anche nelle
scatole nere per aviazione negli anni 50.
Il grande vantaggio del nastro era la sua
giuntabilità: permetteva lunghe sessioni di
registrazione senza il limite dei 30 minuti del
disco fonografico, e consentiva il montaggio
manuale, tagliando e incollando il nastro. Per la
prima volta, l'audio della registrazione era
manipolabile come entità fisica, e questa tecnica è
in uso ancora oggi: per giuntare il nastro si usano
sia un nastro adesivo particolarmente sottile, sia
un collante formulato in modo da non lasciare
residui. Il taglio del nastro è di solito fatto
diagonalmente, così che un eventuale disturbo audio
causato dal taglio venga diluito in alcuni
millisecondi di registrazione. L'uso delle bobine
aperte ha un altro vantaggio: renda anche molto
semplice per il montatore muovere manualmente il
nastro per individuare il punto giusto per
effettuare il taglio. Un effetto negativo del taglio
diagonale è che sulle registrazioni stereo il taglio
avviene su un canale un po' prima che sull'altro.
Registratore audio a bobine aperte. Con alcune
differenze pratiche, questa tecnica è
concettualmente la stessa che si usava con i
videoregistratori da 2 pollici prima dell'avvento
delle centraline di montaggio, ed è possibile perché
questo formato adotta la scansione verticale invece
della scansione elicoidale. Il montaggio fisico del
nastro è possibile anche con i nastri audio digitali
DASH, la cui correzione di errore è tanto
sofisticata da permettere un taglio senza disturbi.
Le prestazioni della registrazione dipendono in
buona misura dalla larghezza delle tracce magnetiche
sul nastro, e dalla sua velocità. Più le tracce sono
larghe e più il nastro scorre velocemente, tanto più
la qualità sarà migliore. Questi fattori comportano
un miglioramento della risposta in frequenza,
rapporto segnale/rumore, e distorsione delle alte
frequenze. Il nastro può essere suddiviso in tracce
multiple parallele, ognuna delle quali può essere
registrata indipendentemente dalle altre. Questo
permette un controllo molto maggiore della
registrazione finale, e la registrazione può essere
remixata anche molto tempo dopo essere stata
effettuata.
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Nascita
del CD |
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L'origine del CD risale al
1979, quando fu inventato, congiuntamente,
dalle aziende Sony e Philips.
La
genesi del CD è dovuta alla ricerca,
da parte del mondo della telefonia, di un
sistema efficiente di moltiplicazione per
le informazioni, attraverso la numerizzazione
e semplificazione dei segnali.
L'applicazione
congiunta del sistema numerico binario al
suono e del laser diede vita al compact disc.
Fu
il 17 agosto 1982 che il primo CD
per l'utilizzo commerciale venne prodotto
in una fabbrica della Philips ad Hannover
in Germania.
Il
primo CD musicale ad essere
messo in commercio fu The Visitors del gruppo
svedese degli ABBA[1] (curiosamente il loro
ultimo album prodotto in studio).
Struttura fisica
I CD hanno una struttura
paragonabile a quella dei normali dischi musicali:
i dati sono ordinati lungo un'unica traccia
a forma di spirale, un'organizzazione quindi
molto diversa da quella dei dischi magnetici
(hard disk e floppy disk). La spirale parte
al centro (contrariamente ai dischi in vinile)
e procede verso l'esterno, permettendo così
di avere CD più piccoli dello standard
(per esempio i mini-CD o i CD a forma di carta
di credito).
La
struttura a spirale del CD-ROM
è tale da massimizzare le prestazioni
per l'accesso sequenziale a scapito dell'accesso
diretto.
Una
caratteristica dei CD audio
è data dalla velocità di lettura
costante (CLV - Constant Linear Velocity).
Il principio stabilisce che il laser deve
leggere i dati a velocità uniforme,
sia che si tratti della parte esterna sia
quella interna del disco. Questo si ottiene
variando la velocità di rotazione del
disco, che passa da 500 giri al minuto al
centro a 200 giri al minuto all'esterno. I
CD dati invece possono essere letti tranquillamente
anche a velocità variabile. Per ottenere
prestazioni di lettura elevate il disco viene
pertanto fatto girare a velocità costanti
ed elevate (in modalità CAV - Constant
Angular Velocity), pur se questo comporta
un po' di rumore.
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