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Riversamento videocassetta VHS a DVD

Riversamento
Videocassetta VHS /  VHS-C

su DVD

Listino prezzi per trasferimento su DVD

da videocassetta VHS / VHS-C.

 

Da 1 fino 60 minuti 6,00  
Da 61 fino 120 minuti 8,00  
Da 121 fino 180 minuti 12,00  (2 DVD)
Da 181 fino 240 minuti 14,00 (2 DVD)

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vi verranno offerti comodamente a casa vostra
in questo modo:

1. Compilate la richiesta di preventivo on-line, senza impegno, per sapere il costo del riversamento oppure contattateci telefonicamente o e-mail.

2. Confezionare il pacco da spedirci utilizzando una scatola resistente affinché le vostre videocassette VHS / VHS-C siano ben protette.
Rimuovere eventuali etichette o altri contrassegni di vecchie spedizioni dal pacco e indicare in modo leggibile i dati del mittente e del destinatario:

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Via dell’Alloro 201
Roma (RM) 00172

3. Compilate la richiesta di ritiro a domicilio oppure contattateci telefonicamente o e-mail.

4. Il nostro servizio di corriere (SDA) ritirerÓ il pacco all'indirizzo da voi fornito.
Il ritiro sarà a nostro carico per tanto non pagherete nulla al momento del ritiro.

5. Una volta completato il riversamento, la contatteremo per informarla sulla data della riconsegna e l’importo da pagare direttamente al corriere in contrassegno.

Importante:
Il materiale originale ritirato viene sempre restituito.

Per qualsiasi chiarimento o particolari lavorazioni contattateci via e-mail: info@italiafoto.it

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VHS

 

Riversamento videocassette VHS su DVD

VHS è l'acronimo inglese di Video Home System (o anche Video Home Service) ed è uno standard per la registrazione e la riproduzione mediante videoregistratore (VCR) sviluppato dalla JVC (con l'utilizzo di alcune tecnologie concesse in licenza dalla Sony) e lanciato sul mercato nell'autunno del 1976. VHS in origine era l'abbreviazione di Vertical Helical Scan (scansione verticale elicoidale) in base alla tecnica utilizzata. Alcune fonti riportano che il nome in origine significava Victor Helical Scan.


Videocassetta VHS - vista frontaleVideocassetta VHS - abilitata alla registrazione - record mode


Breve storia della videoregistrazione dagli albori al Betamax

I primi apparecchi
GiÓ dalla fine degli anni '60 esistevano i grossi registratori a bobina, prodotti soprattutto dalla Ampex per l'industria televisiva. Successivamente arriv˛ U-Matic, prodotto dalla Sony, il primo sistema che sostituiva le ingombranti e scomode bobine con le prime cassette compatte contenti un nastro da 3/4 di pollice, quindi ancora inadatto ad un uso domestico. Nel 1972 la Philips introdusse in Gran Bretagna l'N1500, in un certo senso l'antenato dei sistemi di videoregistrazione domestica che però soffriva proprio il fatto di essere un pioniere con diverse problematiche legate soprattutto alla scarsa durata delle proprie cassette; ne servivano da 2 a 3 per registrare un unico film.

I problemi sorti per soddisfare le nuove esigenze
Finché la videoregistrazione serviva solo agli operatori del settore, la priorità era stata la velocità di riavvolgimento; quindi nastri brevi che potessero essere riavvolti e trasmessi nel più breve tempo possibile. Basti pensare ai telegiornali che devono poter individuare velocemente l'inizio di un servizio da trasmettere che in genere dura pochissimi minuti.

La videoregistrazione domestica invece avrebbe richiesto che i nastri durassero almeno 1 ora e mezza o 2 ore per poter registrare tranquillamente un film. Questo è stato uno degli ostacoli più difficili da superare.
Fino a quel momento, gli unici nastri magnetici sufficientemente lunghi per poter registrare 1 ora e mezza, erano solo quelli audio usati nelle musicassette. Per quanto il principio sia lo stesso, il segnale video è molto più "pesante" del solo audio e le alte frequenze del segnale video, per poter esser registrate, obbligavano ad avere un elevata velocità del nastro davanti alle testine e quindi per poter ottenere la stessa durata le uniche alternative erano quelle di "allargare" il nastro, realizzando cassette molto ingombranti e renderlo molto lungo facendolo scorrere più velocemente sotto la testina. Quest'ultima soluzione però comporta diversi "effetti collaterali" tra cui il maggior rischio di rotture. La soluzione a tutto questo la trovò la Sony che l'1 giugno 1975 mise in commercio il proprio standard con il nome di Betamax.

Il VHS arrivò sul mercato con quasi un anno di ritardo rispetto al concorrente Betamax, perdi pi¨ era inferiore per molti aspetti al rivale. Le cassette erano più grandi, la qualità era decisamente più scarsa ma la capacità di immagazzinamento per ogni singolo nastro era superiore, arrivò a toccare perfino le 4 ore. A differenza di Sony, JVC cercò altri alleati, sia tra i produttori, sia tra le case cinematografiche e questo contribuì a mantenere i prezzi dei prodotti VHS più bassi rispetto al concorrente. Dato che ai quei tempi i negozi di videonoleggio noleggiavano anche i lettori, questi si orientarono verso lo standard di JVC che consentiva di acquistare interi stock di prodotti ad un prezzo ridotto, amentandone i margini di profitto, e questo ha innescato una spirale: i negozianti acquistavano i lettori VHS, di conseguenza richiedevano film in VHS e le case cinematografiche "sfornavano" film in VHS. Chi doveva comprarsi un videoregistratore era quindi spinto all'acquisto della seconda tecnologia che, seppur inferiore, garantiva una maggiore compatibilità con i prodotti in commercio.
A complicare ulteriormente le cose arrivò anche una causa intentata dalla Disney e dagli Universal Studios contro Sony, che avrebbe "istigato" con i propri prodotti, i consumatori alla pirateria. Il caso ha voluto che il 1976, anno in cui iniziò il processo, il VHS non fosse ancora sul mercato, tenendolo quindi fuori dalla disputa. Nel 1984 la Sony vinse l'ultimo grado di giudizio, ma ormai i danni d'immagine subiti erano quasi irreparabili; già alla fine del 1978 la quota di mercato della Sony era scesa al 19% mentre quella del concorrente era al 36%.
Nel 1980 la Philips provò ad entrare nel settore con il suo Video2000, ma seppure tecnicamente all'avanguardia, venne abbandonato nel 1986 dopo non essere riuscito a conquistare nessuna fetta significativa del mercato.

Alcune migliorie giunte
Il sistema venne perfezionato negli anni, soprattutto riprendendo idee sviluppate da Sony per il Betamax. In sostanza la Sony sviluppava una tecnologia e poco dopo anche il VHS ne offriva una simile. Tra le tante le principali sono state:
  • Venne aggiunto un sintonizzatore in grado di registrare da un canale mentre il televisore era sintonizzato su un altro.
  • Arrivò anche la ricerca dell'immagine. Veniva mostrata l'immagine mentre il nastro scorreva ad alta velocità.
  • Vennero presentati i primi videoregistratori denominati Hi-Fi che utilizzano una coppia in più di testine rotanti, montate sul tamburo di scansione, per registrare un'audio stereofonico di migliore qualità insieme alle tracce video, sfruttando l'altissima velocità relativa nastro/testine.

Il declino
Ormai questa tecnologia, nell'ambito della vendita di film per utenza domestica, è stata ampiamente superata e rimpiazzata dal DVD.

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DVD

 
DVD

Il DVD, acronimo di Digital Versatile Disc (in italiano Disco Versatile Digitale) è un supporto di memorizzazione di tipo ottico.

Storia
Il DVD è il prodotto della cooperazione di alcune fra le maggiori aziende nel campo della ricerca e dell'elettronica di consumo: il cosiddetto DVD forum, ovvero l'istituzione che si è incaricata di redigere le specifiche del nuovo supporto, era infatti formato da Philips, Sony, Matsushita, Hitachi, Warner, Toshiba, JVC, Thomson e Pioneer. L'intento era quello di creare un formato di immagazzinamento di grandi quantità di video digitali che fosse accettato senza riserve da tutti i maggiori produttori, evitando quindi tutti i problemi di incertezza del mercato dovuti alla concorrenza fra formati che si erano presentati al tempo dell'introduzione delle videocassette per uso domestico.

Il DVD forum individua 3 principali campi d'applicazione per il DVD:

  • il DVD-Video, destinato a contenere film, in sostituzione della videocassetta;
  • il DVD-Audio, pensato per sostituire il CD Audio grazie a una maggiore fedeltà e capacità;
  • il DVD-ROM, destinato a sostituire il CD-ROM.

Sia nel DVD-Video che nel DVD-Audio sono previsti sistemi di protezione in grado di disincentivare la duplicazione dei contenuti (si veda a tal proposito la voce Content Scrambling System). Proprio a causa di problemi nello sviluppo dei codici di sistemi di protezione adeguati, lo standard DVD-Audio sembra essere l'applicazione meno fortunata del formato DVD (vedi oltre). Al contrario lo standard DVD-Video e DVD-ROM sono apparsi sul mercato sin dal 1997, ottenendo un enorme successo commerciale.

In Italia il primo lettore DVD è stato commercializzato dalla Panasonic nell'aprile 1998 al costo di 1.200.000 lire (619,75 euro), anche se ancora era impossibile acquistare DVD.

A stampare i primi film in DVD per il mercato italiano è stata la Columbia Tristar Home Video della Sony dall'estate 1998 cominciando con, al prezzo 54.900 lire (28,35 euro, ovvero 34 euro rivalutati all'estate 2007), quattro grandi successi cinematografici: Jerry Maguire, Jumanji, Nel centro del mirino e L'incredibile volo. Da quel momento la Columbia ha pubblicato quattro film al mese. Successivamente, a partire dall'autunno dello stesso anno, anche Warner ha diffuso nei negozi i suoi primi titoli ad un prezzo consigliato di 44.900 lire (23,19 euro, ovvero 28 euro rivalutati all'estate 2007) tra i quali Qualcuno volò sul nido del cuculo, I ponti di Madison County, Guardia del corpo e altri.

Il DVD-Video

I DVD-Video sono supporti digitali in grado di contenere fino a 240 minuti di materiale video in formato MPEG-2. L'audio può essere indifferentemente in formato PCM (stereo non compresso), in formato Dolby Digital AC3 (che prevede da 1 a 6 canali), in formato DTS (a 6 o 7 canali) o in formato MP3.

I DVD-Video in commercio possiedono un codice detto codice regionale per poter essere riprodotto, usando un lettore DVD da tavolo, solo in una determinata zona del mondo (il globo è stato suddiviso in aree dalle major cinematografiche). I codici regionali dei DVD-Video sono i seguenti:

Le zone del DVD0 - Tutto il mondo (nessuna restrizione)

  1. Canada, USA e suoi territori
  2. Europa, Giappone, Sudafrica, Medio Oriente
  3. Sudest asiatico
  4. Australia, Nuova Zelanda, America centrale e meridionale
  5. Russia, India, Asia nordovest e Africa del nord
  6. Repubblica Popolare Cinese (tranne Hong Kong e Macao)
  7. Riservato
  8. Speciali sedi di riunioni (aeroplani, navi, hotel, etc.)

Il futuro dei DVD
Anche se l'industria ha decretato che il DVD è tecnologicamente morto, si ha l'impressione che il suo uso continuerà per un lungo periodo. Nel frattempo è già in atto una terribile guerra per stabilire cosa lo sostituirà.

Gli standard proposti per succedere al DVD sono il Blu-ray e il DVD ad alta definizione (HD DVD), tra loro incompatibili. Si spera che le industrie raggiungano rapidamente un accordo, per evitare guerre commerciali che disorientino i consumatori (come avvenne ai tempi della guerra tra i formati di videocassette VHS e Betamax).

Lo studio di possibile standard che permetterebbe il successivo salto di qualità è già allo studio avanzato: si tratta dell'Holographic Versatile Disc (HVD), basato sulla tecnologia delle memorie olografiche, e permetterà di contenere tra i 300 e gli 800 Gigabyte su un disco.

 
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Tel: 062308463 / 345 8735585

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orario al pubblico:

 lun a ven dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00

sabato dalle 09:00 alle 13:00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conversao de fita de VHS para DVD